Domande frequenti AFONTERMO:

 

Cosa causa la muffa sulle pareti?

Un isolamento termico scarso o mancante.

Quali sono le caratteristiche e quali vantaggi si ottengono a utilizzare AFONTERMO?

AFONTERMO, dallo straordinario carattere termico, impedisce il generarsi della condensazione e delle conseguenti muffe, isola travi e pilastri annullando l'effetto dei ponti termici. Con pochi millimetri di AFONTERMO si può sotituire l'ingombrante cappotto termico, ch ostacola la traspirazione della muratura e favorisce l'insorgere della condensa interstiziale. AFONTERMO è caratterizzato da un'elevata riflettanza (R=72%) favorendo il mantenimento della temperatura ambientale e quindi il risparmio energetico.

In quali casi particolari si interviene con AFONTERMO ?

Su muri soggetti a muffa e condensa, per isolare termicamente ambienti di nuova costruzione o di costruzioni esistenti (idoneo a interventi di riqualificazione energetica);in sostituzione del tradizionale cappotto termico all' interno e all'esterno.

Dove si può applicare AFONTERMO ?

AFONTERMO si può applicare a qualsiasi supporto: legno, vetro, ferro, ceramica ecc.; può essere applicato alle pareti interne e alle pareti esterne dell'abitazione, su travi e pilastri.

Come si applica AFONTERMO?

Può essere applicata con una semplice spatola americana. (vedi scheda tecnica)

Che tipo di pittura va utilizzata con AFONTERMO?

La nostra pittura termica: THERMOPITURA

Domande frequenti NOVOMUR:

Come intervenire su una parete soggetta ad umidità ascendente?

Parete con umidità a 1,5 metri di altezza: si stonaca il muro fino all'altezza dell'umidità, intervenendo con il NOVOMUR da terra in spessore di cm. 3 fino a pareggiarlo con il vecchio intonaco.

In quali casi particolari si interviene con il NOVOMUR ?

Ex stalle : 3 cm. su tutte le pareti, per l'intera altezza.

Se l'interno o l'esterno di una costruzione è a facciavista, si applica il NOVOMUR dal lato opposto in spessore adeguato. (vedi i casi standard)

Locali sotto il livello del mare soggetti ad allagamenti: NOVOMUR ad alto spessore: 14 cm. su tutte le pareti, con possibilità di creare zoccolature che arrivino fino al livello dell'umidità su interni a facciavista.

Come intervenire in un locale interrato o seminterrato ?

Interrato e seminterrato: si interviene su tutta la parete con spessore da 6 a 8 cm di NOVOMUR.

Come intervenire in caso di umidità ambientale?

Umidità ambientale: intervento con il NOVOMUR su tutte le pareti, in spessore di 2 cm per l'intera altezza. Il tasso di umidità relativa ottimale è 48-52%; se risulta superiore, l'ambiente è vivibile, ma l'umidità è in eccesso. Il NOVOMUR garantisce un risanamento ambientale costante.

NOVOMUR: Meccanismo di prosciugamento

La caratteristica peculiare di questo intonaco deumidificante si basa su un semplice principio fisico: in un solido poroso impregnato d'acqua, come può essere un muro umido, tanto più ampia e la superficie esposta all'aria, tanto maggiore è la quantità d'acqua che evapora lungo le pareti esterne del solido.
Questa condizione si verifica nel NOVOMUR perché dotato di una struttura alveolare macroporosa diffusa nella massa, le cui cavità sono circondate da uno scheletro isolante che le mantiene distanziate, proteggendone le superfici interne.
Gli alveoli raggiungono un diametro di 10-20 micron e sono comunicanti tra loro attraverso una fitta rete di micropori che assicurano, quasi per aspirazione, il trasporto capillare dell'acqua verso gli alveoli più grandi, da cui fuoriesce sotto forma di vapore.
Nello spessore dell'intonaco viene dunque a crearsi una elevatissima quantità d'aria di contatto con l'aria esterna, che consente il prosciugamento anche in presenza di un processo di umidificazione continuo.
Mediante la sua massa alveolare, il NOVOMUR, applicato su supporti bagnati come muri di scantinati, dove l'aria ambientale è satura di umidità ed il ricambio d'aria è minimo, funge da assorbitore e da essiccatore.
Lo stesso processo si ripete per l'aria umida ambientale: la macroporosità, a contatto con l'aria umida circostante, ne assorbe l'eccesso di umidità e la trattiene all'interno della massa alveolare, distribuendola per tutta la superficie dei supporti trattati.
Si crea dunque un riciclo continuo di espulsione e riassorbimento di umidità che viene definitivamente espulsa sotto forma di vapore quando nell'ambiente avviene un ricambio d'aria.